IL BAR SUBITO DOPO e altri racconti...: la parola agli autori e alle autrici

Intervista agli autori e alle autrici del 27esimo Trofeo RiLL e di SFIDA 2021 pubblicati nell’antologia IL BAR SUBITO DOPO e altri racconti dal Trofeo RiLL e dintorni
di Alberto Panicucci
[pubblicato su RiLL.it nel dicembre 2021]

La diciannovesima antologia della collana Mondi Incantati è IL BAR SUBITO DOPO e altri racconti dal Trofeo RiLL e dintorni, che RiLL ha con grande piacere presentato durante Lucca Comics & Games 2021, l’edizione che ha segnato il ritorno in presenza del nostro festival preferito, l’isola che c’è che dal 1994 RiLL frequenta puntualmente.
Il libro, edito da Acheron Books, è una raccolta di 12 racconti: 9 sono stati premiati nell’ambito del 27esimo Trofeo RiLL e SFIDA 2021 (cioè i concorsi curati dalla nostra associazione), i restanti 3 invece hanno vinto i concorsi esteri con cui il Trofeo RiLL è gemellato.

Come tradizione, dedichiamo agli autori e alle autrici dei racconti premiati del 27esimo Trofeo RiLL e di SFIDA 2021 un’intervista collettiva: pensiamo infatti che il modo migliore per stimolare la curiosità di tutti i lettori/ lettrici sia proprio parlare più diffusamente di ogni storia nell'antologia, andando al di là del semplice titolo di ogni racconto. Inoltre, visto l’interesse che queste interviste hanno riscosso in passato, abbiamo approntato anche una seconda intervista, stavolta focalizzata sugli autori/ autrici stranieri ospitati nel volume e che sarà presto on line.

Fatta questa premessa, passiamo in medias res, e veniamo ai racconti classificatisi ai primi cinque posti nell’ambito del 27esimo Trofeo RiLL, e che “aprono” l’antologia Mondi Incantati del 2021.
Va sottolineato come questi testi siano stati scelti dopo una lunga e dura selezione, partendo dai 522 racconti ricevuti. Nessuna edizione del Trofeo RiLL aveva mai registrato una partecipazione simile, ed è doveroso per noi ringraziare nuovamente gli oltre 400 autori e autrici, residenti in Italia e non, che hanno dato fiducia al nostro concorso... una scelta che non era assolutamente scontata, specie in un periodo ancora molto difficile (purtroppo) come quello degli scorsi inverno e primavera.

Nel 2021, comunque, al Trofeo RiLL sono successe molte cose che non erano mai successe prima. Come già detto, non avevamo mai ricevuto 522 racconti, non avevamo mai avuto oltre 400 autori e autrici partecipanti, e poi (per esempio) non avevamo mai ricevuto racconti dalla Thailandia e dalla Lettonia. Ma non solo… non era mai successo che UNO STESSO autore occupasse le due posizioni più alte della classifica finale. E invece... stavolta è successo!

Per essere più precisi: i cinque racconti premiati del 27esimo Trofeo RiLL sono stati scritti da tre autori e un'autrice; per tre di loro si tratta della prima pubblicazione su un'antologia Mondi Incantati. E, per essere ancora più precisi: due di loro erano alla prima partecipazione al Trofeo RiLL, e in un caso il racconto premiato è anche il primo racconto a venire pubblicato, in assoluto.
E poi, appunto, al primo E secondo posto ecco uno stesso autore: Nicola Catellani, “penna” carpigiana che abbiamo imparato a conoscere in questi anni, essendo giunto terzo al Trofeo RiLL nel 2017 e nel 2018 ed avendo poi anche vinto SFIDA 2019.
Per questo, prim’ancora di parlare dei suoi racconti, è il caso di chiedergli: Nicola, era l’inizio del 2021, faceva buio presto e c’era pure il coprifuoco, e tu pensasti di scrivere e mandarci i racconti che poi sono finiti al primo e secondo posto della classifica. Ecco, in quel momento, avresti mai immaginato che potesse finire così?

“Non mi è mai nemmeno passato per la testa che potesse finire così, considerato anche il fatto che nelle precedenti edizioni del Trofeo RiLL non ero mai andato oltre il terzo posto, e che nel 2020 non ero nemmeno giunto in finale. Quando ho scritto queste due storie avevo due speranze: una, ovviamente, era quella di arrivare nei primi cinque, e poi – se la prima speranza fosse andata a buon fine – quella di venire premiato dal vivo a Lucca Comics & Games, e non on line. Il risultato è andato ben oltre le mie più rosee aspettative.
“Anzi, ammetto che, nei primi giorni dopo aver avuto la notizia del doppio piazzamento, ogni volta che ci pensavo mi veniva da ridere per l’improbabilità di questo evento.”

…non sarebbe un concorso per racconti fantastici se cose incredibili non vi avvenissero, caro Nicola!
Passiamo a questo punto al racconto vincitore: Il Bar Subito Dopo è un racconto fortemente basato sulla tecnica, sulla mano e le scelte stilistiche dell’autore. Si basa in sostanza sulla contaminazione di due tipologie di storie ben codificate: all’inizio, sembra una di quelle storie in cui un uomo si sveglia dopo la morte, ma non è in Paradiso o all’Inferno, è in un luogo “altro”. Poi però, e non sveleremo di più, Nicola Catellani mischia le carte, cambiando totalmente genere… e questo dando sempre del tu al lettore: Il Bar Subito Dopo, infatti, è un racconto scritto in seconda persona, cosa che è abbastanza rara e che ovviamente punta a toccare chi legge sin dalle prime righe.
Ma, e questo è curioso, un racconto apparentemente così “studiato” nasce incredibilmente dalla semplice suggestione del titolo… come può confermare lo stesso Nicola!

“Il racconto è nato a partire dal titolo, non ricordo quando. Passeggiando in giro per la mia città sono probabilmente passato davanti a un bar e nel flusso di coscienza dei pensieri è nato il titolo il Bar Subito Dopo. In genere quando mi vengono delle idee me le appunto in un file, per poi riprenderle magari anche molto tempo dopo e svilupparle per vedere se possono portare a un racconto (stabilisco che un’idea è pronta per un racconto quando trovo una conclusione che mi convinca: solo allora inizio a scriverlo… e comunque non è detto che alla fine la conclusione sia quella che avevo pensato all’inizio!). Nel caso di questo Bar, restava solo da decidere a cosa fosse subito dopo, ma questo passaggio non è stato difficile. Dopo aver trovato anche una conclusione soddisfacente, ho voluto affrontare due ulteriori sfide: scrivere di un argomento piuttosto cupo, che in genere non fa parte del mio stile, e scrivere in seconda persona, per tentare un maggiore coinvolgimento del lettore. A quanto pare ho superato entrambi gli ostacoli… Che debba forse cambiare il mio stile abituale?”

Beh... questa è un’intervista, quindi lungi da noi dare qui consigli ai nostri autori.
Sicuramente, con Urne elettorali (secondo classificato) lo spartito scelto da Nicola Catellani è totalmente diverso: si tratta del classico racconto che si regge su un’idea forte, ed è sorretto da una buona scrittura, ma è l’idea (e quanto ti piace, e come trovi il modo in cui è sviluppata) che determina il gradimento dei lettori/ lettrici. Nel caso di Urne elettorali  l’idea è immaginare che in un futuro prossimo anche i morti possano votare alle elezioni, semplicemente lasciando, prima di morire, delle apposite disposizioni testamentarie, relative alle varie elezioni previste per i successivi anni. È uno spunto assolutamente surreale e spiazzante… ed è impossibile non chiedere a Nicola Catellani come gli sia venuto in mente.

“L’ispirazione per il racconto mi è nata a novembre 2020 leggendo il titolo di un articolo on line sulle elezioni americane dove, secondo una TV russa, ‘milioni di morti avevano votato per Biden’ (si trattava ovviamente di una fake news sui brogli elettorali, spiegata qui). Il titolo mi ha fatto scattare l’idea di un mondo in cui anche i morti avessero il diritto di voto. Ma non volevo scrivere un racconto horror sugli zombie, bensì di fantascienza del prossimo futuro, e così ho iniziato a sviluppare il tema quello che potrebbe succedere se prima di morire si potessero lasciare delle indicazioni di voto. Così è nato Urne elettorali, che non solo non è affatto horror, ma che è così verosimile che a qualche lettore non è sembrato nemmeno un racconto fantastico!!”

Fatti nuovamente i migliori complimenti a Nicola Catellani per il (doppio!) risultato raggiunto, passiamo al racconto terzo classificato.
Sul gradino più basso del podio ecco Elia Gonella, autore vicentino ma residente a Milano, alla prima partecipazione al Trofeo RiLL, ma che può vantare una lunghissima lista di racconti già usciti su riviste e antologie (anche personali), nonché tre romanzi (pubblicati da Las Vegas Edizioni). Il suo Tunnel si è subito imposto alla nostra attenzione, e non solo per qualità della sua scrittura.
Uno dei nostri giurati, Gordiano Lupi, ha definito Tunnel un racconto post atomico che inizia come un racconto di Borges. E questa frase riecheggia i commenti di molti lettori-selezionatori di RiLL a luglio 2021, quando il racconto fu scelto come finalista: alcuni dissero che sembra una storia scritta da Borges, e però a un certo ti ritrovi dentro “L’Eternauta” (tanto per restare a quelle latitudini).
Quindi, Elia, vorrei chiederti come hai pensato di accostare/ mischiare due ispirazioni così lontane, volendo anche una di letteratura alta e una di letteratura più popolare…

“Sono un grande fan dei racconti di Borges e de L’Eternauta e considero entrambi letteratura alta. Certo, Borges ed Oesterheld erano autori molto diversi, tanto che uno sosteneva lo stesso regime che avrebbe fatto scomparire l’altro. Entrambi però nelle loro storie arrivano a mettere in dubbio la natura della realtà e della linearità del tempo, cose che ho tentato di fare anch’io, nel mio piccolo. Senz’altro in Tunnel ci sono echi de Il giardino dei sentieri che si biforcano, come de L’altro, in cui Borges incontra un sé stesso più giovane, e del Manoscritto trovato in una tasca di Cortàzar. Ma il racconto ha natali più modesti: circa un anno fa sono sceso nella metropolitana di Milano per la prima volta dopo mesi – c’era stato di mezzo il lockdown – e ho ripensato a quando, da studente, usavo quel mezzo ogni giorno. Quel me stesso più giovane mi è sembrato uno sconosciuto, uno che forse non avrei riconosciuto nemmeno se me lo fossi ritrovato seduto di fronte sul mio stesso vagone.
“A proposito, l’unica volta che ho creduto d’incrociare un mio sosia – si dice che tutti ne abbiamo almeno uno, da qualche parte nel mondo – è stato proprio sulla metropolitana… Di qui l’idea di un personaggio che va alla ricerca di un sé stesso più giovane tra i tunnel, un viaggio impossibile, destinato a portarlo alla follia, all’allucinazione. Il protagonista s’immerge e si perde tra le gallerie, tra l’infinità di linee che si intersecano e si biforcano – non avrei mai potuto ambientare il racconto a Roma! – e finisce per identificarsi lui stesso con quel labirinto. Mi è sembrato inevitabile che alla disgregazione della sua salute mentale corrispondesse un degrado crescente nelle condizioni della metropolitana: di qui il finale apocalittico, con le gallerie usate come rifugi anti-atomici.”

Il racconto di Elia Gonella è sicuramente un’esperienza immersiva, e questo è un altro dei suoi punti di forza: “un viaggio allucinato nelle profondità della follia, ambientato nelle profondità di una città”, lo ha definito la nostra Giuria, ed è esattamente così. Un racconto-trip, che siamo molto felici di proporre ai lettori/ lettrici dell'antologia Mondi Incantati del 2021.

Veniamo adesso al racconto quarto classificato.
Chi segue il Trofeo RiLL sa che noi abbiamo una lunga tradizione di autori/ autrici assolutamente esordienti che ci inviano uno dei loro primi racconti e vengono poi premiati e pubblicati. È una cosa che a noi fa molto piacere (perché il nostro obiettivo come organizzatori di concorsi è proprio scoprire nuove e talentuose “penne”) ed è esattamente il caso di Cristina Amerio, per la quale Pollice Verde è il primo racconto a essere pubblicato (nonché una delle prime storie che lei abbia mai scritto).
Si tratta di un racconto breve, dal gran ritmo, una riuscita presa in giro delle storie alla “Mission: Impossible”. Basti dire che la Pollice Verde citata nel titolo è una ditta che offre “servizi di giardinaggio estremo”, e che il racconto è il resoconto in presa diretta di una “avventura” di due giardinieri pronti a ogni sfida, come due (improbabili ma inesorabili) 007…
Ciliegina sulla torta, nella biografia in calce al racconto si legge che Cristina Amerio, quando è arrivata la pandemia, “ha preso il computer, ha aperto un foglio bianco di Word e ha atteso, fino a che un ginepro si è materializzato davanti ai suoi occhi, sfoderando un sorriso sornione. A quel punto, ha iniziato a scrivere…”
Cristina, visto che quel ginepro è Vasco, uno dei protagonisti (nessun errore: Vasco il ginepro è davvero uno dei due protagonisti del racconto!), vorrei chiederti di parlarci di questo incontro.

“È andata proprio come spiegato nella biografia. Me ne stavo davanti al PC, col foglio di Word aperto, senza sapere esattamente cosa ne avrei ricavato, quando, all’improvviso, è apparso un albero. Ho capito subito che si trattava di un ginepro, primo perché aveva la chioma tutta arruffata e un’aria sgualcita, come se si fosse appena svegliato da un lungo sonno; secondo perché sorrideva, come solo i ginepri sanno fare.
“Calarlo all’interno di un racconto è stata una sfida alla Mission: Impossible, ma è bastato lasciargli fare il suo mestiere (l’esperto botanico) ed affiancarlo ad un’agguerrita, abilissima giardiniera e, alla fine, la storia è venuta da sé. Ovviamente poteva solo essere adrenalinica, come quando i comuni mortali si trovano davanti ad una pianta, coltivata con amore, ma che sta per tirare il calzino e allora si arrabattano per tentare un improbabile salvataggio, pur non avendo la più pallida idea del perché si sia ridotta così. Non so a voi, ma a me capita di frequente.
“Non vi nascondo che seguire i nostri due eroi in una tale, rocambolesca avventura non è stato per niente facile. Io, come forse avrete capito, non ho il pollice verde, direi che vira più su un malsano nero catrame, perciò ho dovuto sorbirmi un corso accelerato di fitologia per riuscire a districarmi tra Aracee, Moraceae e via dicendo. Per fortuna, il professore era Vasco (degno allievo di Linneo!).”

Dall’umorismo a 100 (e più) all’ora di Pollice Verde passiamo a Malarazza, il racconto quinto classificato, che chiude la sezione dell’antologia dedicata ai testi premiati nel 27esimo Trofeo RiLL.
Malarazza è un racconto horror, dove l’orrore scaturisce dalla rappresentazione di una società dura e violenta, che man mano il protagonista svela ai lettori/ lettrici. Questo si riflette anche nel commento della Giuria (“una distopia disturbante al punto di essere coraggiosa. Svela il tessuto dell’organizzazione sociale, dando forma concreta all’orrore e rendendo manifesta una verità dura come un pugno nello stomaco”), che riprende largamente quello di Luca Giuliano, che, prim’ancora di essere un celebre autore di giochi di ruolo, è un sociologo, e quindi è stato particolarmente colpito da questo aspetto del racconto. Sicuramente, l’aggettivo “disturbante” è stato usato anche dai lettori-selezionatori di RiLL, che a luglio 2021 scelsero Malarazza come finalista.

Luca Notarianni, che ne è l’autore, è un pluri-partecipante al Trofeo RiLL, e nel 2021 è giunto in finale per la prima volta. Questo è un fatto molto interessante: avendo ricevuto e letto tante antologie Mondi Incantati, Luca sapeva benissimo che nel nostro albo d’oro sono presenti poche storie come Malarazza, cioè dure, toste, addirittura disturbanti. Quindi, con un po’ di ironia, vorrei chiedere a Luca: cosa ti è saltato in mente di mandarci Malarazza? Perché proprio questo racconto e proprio per il Trofeo RiLL? Non hai mai pensato di stare osando un po’ troppo?

“Ho partecipato diverse volte al Trofeo RiLL, e in effetti conosco bene i racconti arrivati in finale in passato; aggiungo che tutti i miei lavori precedenti strizzavano molto di più l’occhio alla fantascienza, però sono stato premiato con Malarazza, che è più horror, più crudo. Credo che la differenza principale sia che in questo caso mi sono voluto divertire, non ho pensato a cosa potesse piacere ai lettori-selezionatori, ho lasciato andare la fantasia seguendo la mia passione, senza troppi ragionamenti o pensieri su quello che stavo scrivendo.
“Alla tua domanda scherzosa rispondo che mi è saltata in mente l’onestà. E, quando si scrive, l’onestà paga sempre. Ho creato una narrazione e l’ho lasciata andare, non ho provato a indirizzarla verso una strada predefinita, ho raccontato una storia nella quale ho riversato quello che avevo dentro e, quando si è trasformato in qualcosa di diverso, l’ho semplicemente rispettato. Mi sono divertito molto a scrivere Malarazza e credo che tutto questo sia arrivato a chi ha letto il mio racconto.”

Difficile dare torto a Luca Notarianni!
Il suo racconto è un frecciarossa che va dritto sparato allo stomaco e alla testa di chi legge, e proprio per questo lo abbiamo mandato in finale senza esitazioni (e ora pubblicato con soddisfazione).
Perché noi cerchiamo buone storie da leggere, premiare e pubblicare, ma, allo stesso tempo, non vogliamo ricevere sempre le stesse storie, quindi la più sincera richiesta che facciamo agli autori e alle autrici partecipanti è: “Stupiteci! Spiazzateci!”
(lo diciamo ogni anno alla premiazione e può sembrare una frasetta di circostanza… ma è vero, profondamente vero. Luca Notarianni ha fatto esattamente questo, e noi lo ringraziamo!!)

Oltre al 27esimo Trofeo RiLL, nel 2021 RiLL ha bandito anche SFIDA: l’annuale concorso gratuito dedicato agli autori e alle autrici giunti/e una o più volte in finale al Trofeo RiLL, e che mette in palio la pubblicazione su Mondi Incantati.
Il concorso prende il nome dalla SFIDA che RiLL lancia ogni anno: scrivere un racconto fantastico partendo da un vincolo esterno, stabilito da RiLL di edizione in edizione.

La SFIDA del 2021 era molto semplice: scrivere un racconto fantastico che contenesse la frase “per favore, non leggermi nel pensiero”.
Questo ferma restando (come sempre) la massima libertà di interpretare lo spunto di partenza, sia rispetto al genere delle storie (fantasy, fantascienza, horror…) sia rispetto alla trama.
Fra i 24 testi partecipanti, letti e valutati in forma anonima (da Alessandro Corradi, Rosario - detto Valerio - Di Marco, Daniele Pagliuca), sono stati scelti per la pubblicazione i racconti di Francesca Cappelli, Saverio Catellani, Marco Cesari e Giorgio Smojver, tutti vincitori ex aequo.

Il liuto e l’arpa, di Giorgio Smojver, però, ha ricevuto il premio speciale Lucca Comics & Games: un riconoscimento che dal 2008 il festival assegna a quello che ritiene il migliore dei testi vincitori di SFIDA.
Il liuto e l’arpa è una storia fantasy dall'intreccio molto ricco, sostenuta da una scrittura curata e dal giusto ritmo.
Per essere più precisi: il racconto è liberamente ispirato a due ballate medievali danesi (“Elverskud” e “Harpans Kraft”) e ha per protagonista Astolfo di Anglia, cavaliere di Carlo Magno e personaggio di celebri poemi rinascimentali (fra cui l’Orlando Furioso). È un mix molto particolare, anche per un autore come Giorgio Smojver, con svariate pubblicazioni alle spalle e per di più grande appassionato di storia e letteratura medievale.
Quindi, Giorgio, volevo chiederti se hai mai temuto che fossero accostamenti troppo arditi, che (se posso permettermi il paragone culinario) nella tua “ricetta” ci fossero troppi ingredienti diversi (personaggi, atmosfere, mondi…) da amalgamare, valorizzare, “cuocere a puntino”.

“Io adoro comparare i cicli leggendari e mescolarli, come fa uno chef con ingredienti diversi. È un modo per sottrarsi alla tipizzazione propria del fantasy. In alcuni miei romanzi e racconti inediti ho persino fuso folklore alpino e mitteleuropeo con storie ispirate a Boccaccio e a Shakespeare. Ma ammetto che qui ho rischiato l’accumulo.
Penso però che la ricetta sia riuscita perché Astolfo è, tra i paladini di Carlo Magno, il più libero, il più vagabondo e il più legato al mare. Nell’Orlando Innamorato e nell’Orlando Furioso gli sono attribuite le avventure dell’isola-balena e dell’isola incantata di Alcina, oltre al grande volo sulla Luna. Per questo mi è venuto naturale avvicinarlo a leggende di mare di altre origini; l’avevo già fatto, con un Astolfo giovane, in Spade sull’Oceano e ne I viaggi di Sindbad (entrambi editi da Delos, NdR).
“Di tutti i miei personaggi Astolfo, giovane o anziano come ne Il liuto e l’arpa, è quello in cui ho più infuso le mie emozioni, pur in un quadro del tutto fantastico, e credo il lettore lo senta.”

Passando agli altri racconti selezionati con SFIDA 2021, troviamo L’amore è una rockstar vecchio stile, del bresciano Marco Cesari: un autore che è stato finalista al Trofeo RiLL nel 2019 (con “Il bar alla fine del mondo”) e che un anno fa è stato uno dei vincitori di SFIDA con “Vitasassipallaruote”, un racconto di fantascienza molto intenso, non a caso scelto come storia di chiusura dell’antologia del 2020.
L’amore è una rockstar vecchio stile immagina un futuro in cui la telepatia è diffusissima, e i due protagonisti discutono (in un bar ancora deserto, prima dell’ora di punta) dell’impatto, nella vita quotidiana delle persone, di questa diffusione.

Marco, se guardo le storie con cui tu sei stato premiato e pubblicato nei nostri concorsi ricorrono due elementi: sono racconti basati su dialoghi a due, in particolare fra un uomo più vecchio e uno più giovane. È una formula che ti è congeniale?

“Questa è una caratteristica che mi fai notare ora, ma alla quale non avevo pensato. Effettivamente il rapporto a due - anziano/giovane - è presente in L’amore è una rockstar vecchio stile come lo era ne Il bar alla fine del mondo e in Vitasassipallaruote, tutti racconti che hanno ottenuto buoni risultati nei concorsi RiLLici. È una formula congeniale a me o… alla giuria?!
“A parte gli scherzi, credo di costruire inconsciamente questa struttura. Nasce da una duplice necessità che sento: confrontare il vecchio mondo con quello nuovo e far scontrare la maturità con l’inesperienza. Tuttavia è vera anche un’altra cosa: mentre scrivevo queste tre storie era un po’ come se il protagonista fosse uno solo, una sorta di Marty McFly che fosse riuscito a 'scontrarsi' con un’altra versione di sé stesso. Poco importa se si tratti di una versione semplicemente più vecchia o di una che ha vissuto in un contesto differente. Quello che mi affascina è cercare di capire come le circostanze - la vita - riescano a plasmare l’essere umano, e se in questo ci sia un senso o se sia tutto assolutamente casuale.”

Cosa dire… è una domanda difficile, e molto seria (e non ho certo la risposta!).
Anche il terzo vincitore di SFIDA 2021 tratta di temi seri: L’impostore, del carpigiano Saverio Catellani, è una storia narrata con gli occhi e le emozioni del bambino protagonista, e che lega (sorprendentemente) il dono della telepatia al dramma della Shoah.
È un mix molto delicato da maneggiare, una vera e propria sfida nella SFIDA per Saverio, autore che nel 2020 si è classificato al quarto posto al Trofeo RiLL con il thriller “La polvere sotto il tappeto” (con cui ha poi vinto il concorso “I racconti del gatto nero”, organizzato nell'ambito del TO Horror Fantastic Film Fest 2021).

Saverio, L’impostore è un lungo flash-back, che segue i ricordi del protagonista ormai adulto. La storia è narrata quasi tutta con gli occhi e le emozioni di quando il protagonista era bambino. Quando hai deciso di inserire nella trama un tema difficile come la Shoah, come hai affrontato la necessità di “gestirlo adeguatamente” nella narrazione? (intendo: senza banalizzare il dramma, ma anche senza essere troppo retorico e mantenendo credibile la narrazione mediata dallo sguardo del bimbo)


“Di solito i miei racconti partono da un’idea che dovrebbe prevedere un certo sviluppo, ma poi la storia e i personaggi si prendono la loro libertà e finiscono su altre vie. Anche per L’impostore è andata così.
“All’inizio il racconto non avrebbe dovuto toccare la Shoah, ma restare concentrato solo sui rapporti familiari. Il vecchio Aronne avrebbe dovuto essere una specie di millantatore, che faceva credere a un ragazzino di possedere il dono della telepatia. Poiché per i bambini è difficile capire se un adulto mente o è sincero, mi piaceva l’idea di tenere anche il lettore nel dubbio fino alla fine. Credo che l’Olocausto si sia infilato in modo subliminale. Avevo riletto da poco “I sommersi e i salvati”, il saggio nel quale Primo Levi raccontava delle zone grigie nei lager, quelle dei prigionieri privilegiati. L’ambiguità di quelle figure si inseriva perfettamente nell’atmosfera del racconto, dove non ci sono buoni e cattivi, innocenti e colpevoli, ma soltanto esseri umani con colpe da espiare e redenzioni da ottenere.”

(apro una piccola parentesi per tornare sul tema, di cui parlavo a inizio articolo, delle cose che non erano MAI successe prima e che sono avvenute nel 2021. Ce ne è infatti un’altra: premiare, nello stesso anno seppure in due diversi concorsi RiLLici, due FRATELLI: è il caso di Nicola e Saverio Catellani, il primo premiato al 27esimo Trofeo RiLL e il secondo nell’ambito di SFIDA 2021. Una conseguenza del fatto che entrambi scrivono bene e che il caso, come si dice, fa le cose per bene. Mi sento in dovere di citare anche Gary Lineker, prolificissimo attaccante della nazionale inglese degli anni '80, e la sua celebre frase: “Il calcio è un gioco semplice: ventidue uomini rincorrono un pallone per 90 minuti, e alla fine la Germania vince.” Almeno per il nostro 2021 la battuta, ri-adattata ovviamente sui Catellani Brothers, è - incredibilmente! - calzante)

Infine, arriviamo a Regola 37D, di Francesca Cappelli, l’ultimo racconto dell’antologia.
È una storia fantasy che parla di telepati e Tornei di Magia Emotiva, il che porta a un approccio molto originale al tema di SFIDA 2021: in questi tornei, infatti, ogni mago deve riuscire a carpire le emozioni dell’avversario, per trasformarle nell'energia magica con cui dare vita ai propri incantesimi. In un contesto simile, la telepatia (cioè esattamente il focus di SFIDA 2021) è guardata con sospetto, e tenuta strettamente sotto controllo.
Oltre a questo, il sottotesto del racconto è una riflessione sulla forza (e la violenza) delle parole che usiamo, e sulla libertà che pretendiamo di avere, proprio per usarle. E questa riflessione, forse, rende il racconto molto attuale… è così, Francesca?

“Sì. Il racconto voleva assolutamente riflettere sull'attualità, sul fatto che spesso si invoca la libertà di espressione in contesti in cui nessuno cerca di negarla, ma si chiede una maggior consapevolezza rispetto alle parole che usiamo. Naturalmente ciascuno è libero di esprimersi come preferisce, ma se le tue parole portano sofferenza a qualcuno, e se questo qualcuno te lo fa notare, non è censura o dittatura: è solo una conseguenza di quel che hai detto. Penso che ogni persona debba prendersi la responsabilità di ciò che le esce dalla bocca.
“Il tema della telepatia di SFIDA 2021 era interessante, e ho provato a mettere a contrasto leggere la mente in senso letterale con leggere la mente inteso come saper intuire le emozioni altrui. Nel racconto, un torneo si trasforma in un'occasione per insultare e ferire. E quindi qualcuno decide di far sì che ogni giocatore si assuma la propria responsabilità.”

Concludiamo con la risposta di Francesca Cappelli l’intervista collettiva agli autori e alle autrici selezionati da RiLL per l’antologia IL BAR SUBITO DOPO e altri racconti dal Trofeo RiLL e dintorni (collana Mondi Incantati, ed. Acheron Books, 2021).
Speriamo che le loro parole vi abbiano incuriosito, e fatto venir voglia di leggere il libro. Se poi voleste sapere di più anche sulle storie premiate in concorsi esteri che il libro contiene, vi rimandiamo alla seconda intervista collettiva legata all'antologia (e che sarà on line MOLTO a breve).
Dopodiché, comunque e come sempre… la parola ai lettori/ lettrici!

È possibile acquistare IL BAR SUBITO DOPO e altri racconti dal Trofeo RiLL e dintorni direttamente da RiLL, al prezzo speciale di 10 euro (spese postali incluse), oltre che su Amazon, sul Delos Store, sul LuccaFan Store e nell'Edicola del Fantastico (al prezzo di 10 euro, spese postali escluse).




La foto di Nicola Catellani è di Saverio Catellani (scattata alla premiazione del 27esimo Trofeo RiLL, a LCG 2021).
La foto di Giorgio Smojver è di Nicola Catellani (scattata alla premiazione del 27esimo Trofeo RiLL, a LCG 2021).
Le foto di Elia Gonella, Cristina Amerio, Luca Notarianni, Saverio Catellani, Marco Cesari e Francesca Cappelli sono state gentilmente fornite dagli interessati.
La foto di gruppo al termine della premiazione del 27esimo Trofeo RiLL è di Marco Sacchi (da sinistra: Francesco Ruffino, Saverio Catellani, Giorgio Smojver, Alberto Panicucci, Luca Notarianni, Elia Gonella, Nicola Catellani, Cristina Amerio e Valentino Poppi).

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