A Caccia di Storie 2020: il report

Racconto a due voci di una settimana di full immersion nella scrittura per ragazzi
di Michela Lazzaroni e Lorenzo Trenti
[pubblicato su RiLL.it nel dicembre 2020]

Si è svolta a fine ottobre 2020 la terza edizione di A Caccia di Storie: un’iniziativa di talent-scouting dedicata a formare e scoprire nuovi talenti della narrativa per ragazzi. Il progetto è promosso da Lucca Crea, Book on a Tree e Fondazione Collodi, e prevede una settimana di seminari per i partecipanti, ospitati a Collodi (Pistoia). Quest'anno il corso, dopo essere stato rimandato a marzo, si è infine tenuto dal 27 al 31 ottobre, in modalità a distanza. Quindi ognuno degli 11 partecipanti è stato… residente a casa propria; ma a parte questo il calendario di incontri è stato comunque fitto e intenso.
Il Trofeo RiLL è partner di A Caccia di Storie sin dalla prima edizione; fra i tanti autori RiLLici, sono stati selezionati per il 2020 Michela Lazzaroni e Lorenzo Trenti che qui ci raccontano com’è andata...


Il corso è iniziato dai fondamentali della scrittura per bambini e ragazzi.
Detto così, sembra quasi che si sia partiti dalle cose facili. Non lo sono. Scrivere per ragazzi è complesso, per certi versi persino più difficile che scrivere per gli adulti, e ce ne siamo accorti subito. Per fortuna l’approccio è stato sia teorico, con lezioni frontali, che pratico. Fin dal primo incontro il corso ci ha chiesto di... fare i compiti: lungi da qualsiasi remora scolastica, è una delle cose che abbiamo apprezzato di più. Scrivere e misurarsi con le esigenze della letteratura per bambini è già molto stimolante, ma avere a disposizione l’editing e i consigli degli esperti è stato davvero prezioso.

Quali sono i compiti da svolgere in una scuola di scrittura? Per esempio riscrivere lo stesso paragrafo avendo in mente target di lettori di età diverse (nelle parole dell’editor Barbara Gozzi, “mettersi all’altezza degli occhietti che vi leggeranno”), oppure condensare la propria storia in quattro frasi, come nei pitch delle produzioni cinematografiche, ma anche indovinare il posizionamento di mercato dei vari editori italiani di narrativa per l’infanzia, o indicare chi siano i dieci autori italiani per l’infanzia con più copie vendute (indizio: due di essi fanno “Stilton” di cognome…).

A Caccia di Storie non si è limitata a essere un semplice corso di scrittura, ma è stata anche un prezioso insight dentro a un mondo, quello della letteratura per ragazzi, con proprie regole, convenzioni, consuetudini, cose da fare e da non fare. Si è parlato quindi anche di contratti, traduzioni, presentazioni e di tutto quello che avviene prima, durante e dopo l’oggetto libro.
Cosa ci è piaciuto di più?

Michela: “Le lezioni sono state tutte molto interessanti, anche in un programma denso di incontri come questo non avrei rinunciato a niente.
Ho amato in particolare quelli orientati alle tecniche di narrazione, la scaletta, l’arco del personaggio, la divisione in atti, ecc. Sono pignola, adoro fare gli schemi.
Mi resterà un bellissimo ricordo della lezione serale di Manlio Castagna, quando ci siamo riuniti dopo cena, chi in tuta e chi in pigiama, e abbiamo fatto l’analisi della sceneggiatura di un film. Non solo è stato molto utile, ma è stato divertentissimo.
Siamo poi rimasti incantati di fronte alle lezioni di Pierdomenico Baccalario. Non solo ci ha parlato della professione senza nasconderci niente, neanche i lati negativi, non solo ci ha raccontato del dietro le quinte di questo mestiere, con aneddoti e ricordi di vita vissuta, ma si è anche messo a nostra disposizione per discutere le proposte di romanzo per ragazzi a cui stavamo lavorando. Poter chiacchierare con Pierdomenico delle nostre idee è stato impagabile – chissà come mai finisce sempre che la tua storia l’ha capita meglio lui di te”.
(nella foto accanto: Michela Lazzaroni alla premiazione del XXV Trofeo RiLL, nel 2019)

Lorenzo: “Faccio fatica a scegliere una singola lezione fra le mie preferite. Si è trattato di un percorso molto omogeneo, con temi ricorrenti che fluivano da un incontro all’altro e relatori che, pur afferendo magari a contesti differenti, dimostravano una notevole ‘aria di famiglia’ quando parlavano dei vari argomenti. Quindi più che ricordare i singoli incontri preferisco sottolineare le tematiche, che riguardano per un motivo o per l’altro sempre i dietro le quinte del processo editoriale. Belli quindi gli approfondimenti sull’industria della narrativa per ragazzi, e anche sui suoi aspetti di produzione professionale, che magari raramente emergono nella consapevolezza del pubblico dei lettori. Mi riferisco per esempio al ghosting (cioè fare il ghost-writer, non necessariamente per il calciatore o la velina che vogliono scrivere la propria autobiografia, ma anche per progetti editoriali complessi a più mani), o alla scrittura seriale, le cui dinamiche e sfide sono affini a quelle della produzione di una serie televisiva”.

Il corso è stato impegnativo ed esigente: si parla sempre e comunque di un approccio professionale alla scrittura, in cui è stato chiaro fin da subito che si devono rispettare scadenze, mandati e richieste. Non una passeggiata svagata ma un trekking per professionisti, insomma!
Al tempo stesso, i relatori hanno offerto tutti, senza eccezione alcuna, un contatto umano davvero prezioso e piacevole, nonostante l’intermediazione telematica, con una disponibilità personale davvero rara.




Frequentare le lezioni on line ha portato ovviamente qualche problema. Stare in videochiamata per sette, otto ore al giorno è complicato; anche se la mente è vispa, a metà pomeriggio le gambe ti si addormentano e sei costretto a girare per la stanza o a fare un balletto fuori dall’inquadratura – o anche dentro, perché no.
 
La sfida più grande è stata fare gruppo. All’inizio i quadratini della schermata video ci tenevano separati, fisicamente e mentalmente. Poi ci è stata messa a disposizione una stanza virtuale tutta per noi, una sorta di “aula del caffè” che potevamo usare a nostro piacimento. Questo ci ha fatto sciogliere ed entrare in confidenza. Nonostante la connessione non sempre perfetta, nonostante fossimo fisicamente lontani, alla fine della settimana eravamo diventati una vera “classe”, tanto che il giorno dopo la chiusura del corso ci siamo sentiti tutti un po’ orfani: quella griglia di dieci facce sempre aperta sul monitor ci mancava.
(nella foto sopra: tutti i partecipanti all'edizione 2020 di A Caccia di Storie; Michela Lazzaroni e Lorenzo Trenti sono i primi due, da sinistra, nella prima fila)

La speranza ovviamente è quella di incontrarsi prima o poi tutti di persona, magari a una qualche fiera di settore, o ancora meglio alla presentazione di una o più opere prodotte dai corsisti!



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