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Questa pagina propone una rassegna dei commenti dei giurati (e, in misura minore, dei lettori-selezionatori) del 32esimo Trofeo RiLL sui dieci racconti finalisti. Desideriamo così sia rendere “omaggio” al lavoro di ciascun autore sia rendere pubblico il contributo critico di chi ha letto e valutato i testi arrivati in finale.
Inoltre, in questa stessa pagina presentiamo gli autori/autrici di ogni racconto, con brevi biografie. In questo modo dedichiamo ulteriore spazio e attenzione a chi ci ha sostenuto nel modo per noi più gradito: inviandoci una bella storia.
I racconti sono distinti in premiati e menzionati, sulla base dei risultati del concorso.
I cinque testi premiati sono pubblicati nell’antologia LA CASA SUL VERSANTE OCCIDENTALE e altri racconti dal Trofeo RiLL e dintorni (collana Mondi Incantati), insieme ai racconti vincitori del premio SFIDA 2026 (sempre organizzato da RiLL) e a quelli della sezione RiLL World Tour.
Il libro è disponibile presso RiLL, al prezzo speciale di 12 euro (spese postali incluse). Da metà novembre sarà acquistabile (al prezzo di 12 euro, più spese postali) anche su Amazon, Mare Magnum, Toscana Libri.
ATTENZIONE: le spedizioni di tutti gli ordini di “LA CASA SUL VERSANTE OCCIDENTALE e altri racconti dal Trofeo RiLL e dintorni” ricevuti da RiLL fino al 25 ottobre saranno effettuate fra il 20 e il 26 ottobre. Per gli ordini ricevuti fra il 26 ottobre e il 2 novembre le spedizioni saranno effettuate a partire dal 3 novembre.
Tutti e dieci i racconti finalisti del 32esimo Trofeo RiLL sono inoltre pubblicati nell’e-book Aspettando Mondi Incantati 2026, disponibile sia in formato kindle (su Amazon) sia come EPUB (su KOBO, IBS.it, La Feltrinelli, Libraccio e Mondadori Store).
Racconti Premiati
Primo Classificato, vincitore del 32esimo Trofeo RiLL
La Casa sul versante occidentale
di Gianandrea Frighetto (Casoni di Mussolente - Vicenza)
- Un racconto che richiama l’atmosfera delle fiabe classiche, inquietanti e spaventose, e che si collega in modo originale a un evento drammatico della recente storia italiana: la tragedia del Vajont.
- Un racconto, a tratti onirico e fiabesco, con anche riferimenti al folklore veneto-friulano, che si caratterizza per l’originale ambientazione storica: la diga del Vajont. L’espediente, classico ma sempre efficace, è quello del ricordo d’infanzia del protagonista, voce narrante.
- Un racconto coinvolgente, piacevole e inquietante allo stesso tempo. Un apologo sulla complessità del destino e sulla natura dell’anima di un bambino.
- Una riuscita storia di fantasmi e di streghe, sospesi fra la vita e la morte, sullo sfondo della tragedia del Vajont.
Gianandrea Frighetto è nato a Bassano del Grappa nel 1992 e vive a Mussolente, sempre in provincia di Vicenza, con la moglie Francesca e i due figli. Ha conseguito la laurea magistrale in Economia e Gestione dei Beni Culturali e lavora nell’azienda di famiglia, nel settore cartotecnico.
In ambito letterario è stato finalista in diversi concorsi e alcuni suoi racconti sono stati pubblicati su antologie e riviste (fra le altre: Inchiostro, Pastrengo, Terranullius, Dimensione Cosmica, In fuga dalla bocciofila, Tremila battute, Offline).
Nel 2022 è uscito il suo romanzo d’esordio: “Santa Kultura” (ed. La Ruota).
Secondo Classificato
L’asta delle ombre
di Marco Enzani (Riccò del Golfo - La Spezia)
- Un racconto che si svolge in un seminterrato nei pressi del cimitero del Verano, a Roma, e che tratteggia una modernità oscura, divisa fra chi vuole liberarsi di emozioni che non riesce a gestire e chi ne è talmente svuotato da desiderarle a qualunque costo.
- Un racconto che colpisce forte a livello emotivo, una rassegna di personaggi che, in un modo o nell’altro, hanno perso tutti l’anima e l’umanità. E per questo pagano.
- Una storia disturbante che parla della condivisione di emozioni e ricordi, rimpianti e rimorsi, un “travaso artificiale” che si realizza attraverso un perverso, amorale mercimonio: l’asta delle ombre.
Marco Enzani è nato nel 1981 e vive in provincia di La Spezia.
Medico chirurgo, già direttore sanitario di strutture dedicate agli anziani, ha conseguito un diploma post universitario in medicina estetica e un master di secondo livello in chirurgia plastica. In tali ambiti tiene docenze universitarie e ha partecipato come relatore a molti congressi nazionali e internazionali.
Nel dicembre 2025 ha firmato “E le chiamano punturine” (Morellini Editore), un memoir romanzato nato dall’esigenza di restituire una cultura della sicurezza e dell’etica medica al settore della medicina estetica, troppo spesso raccontato in modo approssimativo.
Ritiene che il bisturi abbia influenzato molto la sua scrittura, “stretta” tra precisione anatomica e tensione psicologica. E ha contato anche il vivere in Liguria, terra di salsedine e luce tagliente, di vicoli che tengono il buio anche a mezzogiorno, di un mare che promette quiete e restituisce vertigine.
Attualmente, sta completando la redazione di tre romanzi.
“L’asta delle ombre” è il suo primo racconto ad essere pubblicato.
Terzo Classificato
Vienitinni puru tu
di Francesco Pone (Terni)
- Un racconto di fantascienza ambientato in una Sicilia futura, molto credibile anche per il sapiente uso del dialetto. Allo stesso tempo, una storia profondamente intima, che mette al centro sia l’estrema solitudine del protagonista sia la nostalgia per un passato che non tornerà più.
- Un racconto distopico di ambientazione siciliana, che ricorda storie e personaggi del Far West più selvaggio, e che rielabora in chiave futuristica il tema, molto attuale, dell’immigrazione da sud verso nord, ammonendo su quanto sia labile il confine tra “cacciatore” e “preda”.
- Una storia di fantascienza che offre una visione del futuro realistica e inquietante. È una riflessione amara sullo stato del mondo in cui viviamo, sia per il tema del contrasto violento all’immigrazione sia per i riferimenti alle catastrofi ecologiche che l’azione dell’uomo genera.
Francesco Pone è nato a Napoli nel 1977 e vive a Terni con moglie e due figli. Insegna Storia e Filosofia alle superiori.
Ritiene che il mondo sia una sterminata antologia di racconti, veri e meno veri, e per questo è appassionato di ogni genere di storie. Da molti anni si dedica a inventare racconti e storie, e di recente ha iniziato a mandarli a concorsi letterari, in alcuni dei quali è giunto in finale o è stato premiato.
Nel 2023 si è classificato al quinto posto al Trofeo RiLL con il racconto fantasy “È stata la Palude”, mentre nel 2025, con “Cantando sotto la pioggia”, è stato uno dei vincitori di SFIDA. Il suo racconto “Fine turno mai” (finalista al Trofeo RiLL nel 2024) è stato tradotto e pubblicato in Polonia, sulla rivista Nowa Fantastyka.
Quarto Classificato
Veglia
di Mario Villani (Roseto degli Abruzzi - Teramo)
- Un racconto post apocalittico insieme classico ed avvincente: la semplice storia di un uomo che attraversa da solo le strade di una città ostile e disseminata di pericoli, cercando di raggiungere un rifugio sicuro. Un racconto carico di azione e di tensione.
- Racconto distopico in prima persona, quasi un soliloquio d’impianto teatrale. L’autore trasmette bene il senso d’ansia del narratore-protagonista, l’azione scandita dalla necessità di fare presto, per arrivare in tempo all’agognata salvezza.
- L’autore omaggia “Veglia”, la celebre lirica di Ungaretti, nel titolo, nell’incipit e nella chiusa del racconto, e scrive una storia di fantascienza di grande suspense, in cui il protagonista è chiamato a uscire vivo dalla sua personale guerra per la sopravvivenza, prima che calino di nuovo le tenebre…
Mario Villani è nato a L’Aquila nel 1968, e attualmente vive a Roseto degli Abruzzi (Teramo), tra le colline e il mare, con la moglie Patrizia e un discreto numero di animali domestici.
Ha studiato Antropologia Culturale e Discipline dello Spettacolo. Dal 1992 è regista e attore teatrale professionista: scrive drammaturgie, allestisce spettacoli per ragazzi, insegna teatro in scuole pubbliche e private, tiene corsi, laboratori e realizza progetti nel sociale. Nel tempo libero lavora al suo eterno romanzo, scrive racconti, fotografa, legge.
Oltre ad aver firmato alcune decine di copioni teatrali, regolarmente messi in scena, ha pubblicato il racconto “Commisera l’aragosta” nell’antologia “In & Out” (curata da Gianluca Morozzi; ed. Clown Bianco, 2021). Nel 2024 è stato finalista al XXX Trofeo RiLL 2024 con “Passaponte”, successivamente uscito sulla rivista Dimensione Cosmica.
Quinto Classificato
Verità uguale giustizia
di Jacopo Saba (Milano)
- Interessante ed efficace contaminazione tra Fantastico e thriller giudiziario, con un finale che regala ben più della classica rivelazione dell’identità del colpevole.
- Racconto fantascientifico di ambientazione giudiziaria, che si rivela una storia sulla moralità umana, messa a confronto con le tecnologie innovative del futuro.
- Originale rivisitazione futuristica delle ghost story: qui si parla di “residui ectoplasmatici”, usabili all’interno di processi giudiziari. L’interrogativo che il racconto pone sull’interazione tra testimonianza e tecnologia non è assolutamente banale.
Jacopo Saba è nato a Cagliari nell’ottobre del 1990, o almeno così sostengono i suoi genitori.
Pian piano ha scoperto che gli piace mangiare qualsiasi tipo di cibo (più strano è, meglio è), bere whisky e inventare storie. Trapiantato a Milano per inserirsi negli ingranaggi del business, al momento lavora presso Amazon, come Category Manager.
Nel tempo libero si dedica all’arduo compito di trasformare le sue idee in testi di senso compiuto, generalmente con protagonisti che divorano o sorseggiano cose. Suoi racconti sono stati pubblicati in diverse antologie e/o premiati in concorsi letterari (fra gli altri: NASF e Storie nel Buio). Con “La profezia di M.I.N.U.” è giunto in finale al premio Urania Short 2026, bandito dall’omonima collana di Mondadori, classificandosi poi al quarto posto.
Menzioni di Merito
Il tempo che ci resta
di Ilaria Margapoti (Porto Cesareo – Lecce)
- Un racconto di fantascienza che si svolge sottoterra e che ha per (co)protagonista una persona autistica. Una storia di ossessioni, riscatto e speranza.
- Una storia distopica ambientata in un mondo post apocalittico e claustrofobico, in cui emerge l’umanità ferita ma intatta dei due protagonisti. Toccante.
- Frammento di un futuro molto cupo, in cui la narrazione sceglie il punto di vista del protagonista maschile, che, si lascia intendere, ha una forma di autismo. È attraverso i suoi pensieri e le sue emozioni, descritti in modo vivido e credibile, che si dipana la storia.
Ilaria Margapoti è nata a Roma negli anni Ottanta. Ha lavorato come ricercatrice universitaria in campo pedagogico e oggi è insegnante di sostegno nella scuola secondaria di secondo grado.
Coltiva la passione per la scrittura fin da bambina e nel 2014 il suo romanzo “Noi non siamo qui” è stato finalista al concorso IoScrittore (promosso dal gruppo GeMS), vincendo il premio Vanity10, assegnato dalla rivista Vanity Fair al miglior romanzo di partecipante under 30.
Dopo essersi dedicata per qualche tempo alla ceramica artistica, nel 2025 ha sentito rinascere l’urgenza di scrivere, spinta dal confronto quotidiano con i suoi alunni. I temi che più le stanno a cuore, infatti, riguardano da vicino le nuove generazioni: crisi climatica e autodeterminazione, con particolare attenzione alle neurodivergenze.
Jeanne e Zuanina
di Giorgio Smojver (Padova)
- Un “racconto di streghe” in cui però la strega è Giovanna d'Arco. La parte finale della sua vita viene raccontata scegliendo un punto di vista molto originale: quello di una donna di campo, cioè una prostituta compagna del capitano di una delle compagnie di ventura schierate con l'armata francese.
- Un racconto che rielabora la vicenda storica di Giovanna d’Arco, immaginando l'incontro con un personaggio immaginario e tracciando un parallelo fra i loro destini, fino agli esiti delle loro vite. L’autore inserisce nella storia anche elementi del folklore friulano e sceglie una narrazione in prima persona, alternando abilmente passato e presente dei personaggi.
- Un racconto fantastico, ottimamente scritto, che prende spunto da un personaggio realmente esistito (Giovanna d'Arco), ripercorrendone parte della vita, e lasciando a chi legge una gran voglia di approfondire, verificare cosa corrisponda davvero alla realtà e dove, invece, cominci la fantasia dell’autore.
Giorgio Smojver è nato nel 1950 a Padova, dove vive.
Laureato in Lettere Classiche, è appassionato di mitologia, storia e letteratura medievale, interessi da cui discende il suo amore per il fantasy.
È stato per oltre trent’anni coordinatore del sistema bibliotecario del Comune di Padova.
Al Trofeo RiLL si è classificato al quinto posto nel 2022 (con “Il frutteto”), al terzo nel 2023 (con “I colori del Campo Santo”) e al quarto nel 2025 (con “La donna cervo”); inoltre, nel 2021 è stato fra i vincitori del concorso SFIDA, sempre bandito da RiLL.
Ha firmato fra gli altri i romanzi “Valawyne e Helmor I – La frontiera di Finyas” (2021), “Valawyne e Helmor II – Le terre selvagge” (2022), “Valawyne e Helmor III – L’assedio di Radebona” (2023) e “Shaylo delle Ombre” (2024), tutti editi da Tora; “I Venturieri della notte” (2022), “I Venturieri dei Monti Pallidi” (2023) e “I Venturieri dell’alba” (2025), tutti pubblicati da Letterelettriche; “La sposa dello Strigoi” (Delos Digital, 2024).
Ha inoltre curato diverse antologie di racconti, fra cui “Fiabe della notte oscura” (Delos Digital, 2021) e “Terre Leggendarie” (ed. Watson, 2022).
È il curatore, con Ambra Stancampiano, della collana Heroic Fantasy Italia (Delos Digital).
Miele per le loro bocche
di Flavio Torba (Lazzaro – Reggio Calabria)
- Originale esempio di storia di non morti, trasportata in un contesto bellico (la Seconda Guerra Mondiale) e arricchita da presenze inaspettate, prese dalla letteratura greca antica. Un soggetto inatteso e inquietante.
- Un racconto che parla dell'incontro con la Morte, che in un modo o nell'altro ghermisce tutti i personaggi. Lo stile scorrevole e la mano sicura dell'autore permettono di alternare con efficacia nella narrazione l’orrore delle esecuzioni sommarie di guerra, scene di bucolica vita familiare e l’ossessione del Nazismo per i misteri esoterici.
- Una storia di nazisti in “missione esoterica” in uno sperduto villaggio dell'Europa dell'Est, in un inverno della Seconda Guerra Mondiale. L'autore contamina l'ambientazione storica attingendo in modo sorprendente alla cultura classica, facendo scorrere più di qualche brivido nella schiena dei lettori/rici.
Flavio Torba, ingegnere, è nato nel 1986 a Reggio Calabria, nei cui dintorni vive.
Ha pubblicato racconti di fantascienza su svariate riviste e antologie, tra cui gli speciali estivi della collana Urania Mondadori “Macchine, IA e Robot” (2024) e “Solarpunk” (2026).
Nel 2022 è stato finalista al premio Urania Mondadori con il romanzo “Stupenda creatura idiota” (successivamente edito da Delos Digital); nel 2025 è stato finalista al premio Kipple con il romanzo di fantascienza “Il mio regno è un orizzonte bruciato”.
Proxy
di Luca Chianese (Napoli)
- Un racconto di fantascienza che inizia toccando il tema del rifiuto del dolore (grazie a strumenti tecnologici), per passare poi a esplorare la sottile soglia che divide Bene e Male (e in cui possono confondersi), per concludere infine che “il male non è un’ombra esterna, ma una luce bellissima che ti entra dentro finché non sei tu a chiederne ancora”. Una storia che fa riflettere e non lascia indifferenti.
- Una storia, cruda e dura, sul trasferimento del dolore da una persona all'altra, in cui colpisce soprattutto il protagonista: un po' vittima del sistema, un po' moderno Mefistofele, un po' moderna prefica (che però non “mima” il dolore, ma lo assume emotivamente su di sé).
- Un racconto distopico in cui l'autore è riuscito a dare la giusta misura a ogni elemento, mantenendo sempre un ritmo e una struttura ben calibrati. Una storia che coinvolge il lettore quasi quanto la luce accecante (di cui si nutre il protagonista) crea dipendenza.
Luca Chianese è nato nel 2006 a Napoli, dove vive e studia Lettere Moderne.
Appassionato di narrativa fantastica, affianca alla scrittura lo studio della narratologia e delle scienze della comunicazione, esplorando come i linguaggi dei diversi media influenzino la letteratura contemporanea.
Dedito allo sviluppo e al design di videogiochi 2D, si diverte a rintracciare similitudini tra la pagina scritta e il mondo interattivo, e a scoprire i casi in cui ciascuno è fonte d’ispirazione per l’altro.
Fin da giovanissimo partecipa a concorsi letterari, spesso piazzandosi in posizioni di rilievo, e sempre indagando la costruzione dei mondi attraverso molteplici forme espressive.
Vera
di Davide Bosello (Padova)
- Racconto di fantascienza sul rapporto fra uomini e robot. La trama si sviluppa, in modo abbastanza curioso, on the road, fra Roma e Venezia, dove la storia ha un inatteso "scarto emozionale". Una storia minimalista, scritta sul filo delle emozioni dei suoi personaggi.
- L'autore si interroga sul “limite” della relazione fra esseri umani e robot. Ecco così una coppia mista alle prese con una nuova forma di razzismo. Un racconto che si può leggere anche come un apologo sul superamento dei divari che sembra(va)no incolmabili.
- Efficace racconto sul rapporto tra esseri umani e macchine/IA/robot, con annessi dilemmi morali, questioni giuridiche e sociali. La scrittura, chiara ed essenziale, valorizza la trama e permette una buona caratterizzazione dei personaggi.
Davide Bosello è nato nel 1990 a Venezia, ma è cresciuto e vive a Padova.
Diplomato in amministrazione, finanza e marketing, a diciannove anni segue un corso per diventare tecnico specializzato nella riparazione di automobili danneggiate dalla grandine: un mestiere che da allora (e ancor oggi) gli fa girare il mondo.
Ha fatto della letteratura e dei viaggi le sue grandi passioni (ha visitato più di trenta paesi).
Scrive fin da quando ne ha memoria, e ha portato a termine numerosi romanzi, sperimentando diversi generi letterari.
È stato finalista al XXXI Trofeo RiLL con “La Trasmutazione di Giovanni Livigno” (poi tradotto e pubblicato in Polonia sulla rivista Nowa Fantastyka). Nel 2026 il suo “Piccoli aggiustamenti strutturali” è stato uno dei dodici finalisti (fra i 1251 partecipanti) al concorso “Racconti di inquietudine”, organizzato dal premio Italo Calvino.