La Stella Rossa e il socialismo marziano di Aleksandr Bogdanov

Un indimenticabile classico della fantascienza sovietica
di Fabrizio Scatena
[pubblicato su RiLL.it nel dicembre 2019]

Stella Rossa è un romanzo che ha fatto storia, soprattutto negli ambienti politici e letterari marxisti, e tra chi per svago o professione legge e studia la fantascienza.
Questo romanzo utopico è stato ripubblicato a marzo in Italia, nella nuova collana Solaris dall’Agenzia Alcatraz, con un’accurata prefazione scritta dal collettivo di scrittori bolognesi Wu Ming. Grazie a questo progetto editoriale, Alcatraz riscopre e ripropone al pubblico i grandi capolavori della letteratura russa e dei paesi ex sovietici, con particolare attenzione al genere fantascientifico e fantastico.

Un libro originale come Stella Rossa poteva scaturire soltanto dalla mente di una persona intellettualmente fuori dal comune, come è stato Aleksandr Aleksandrovič Malinovskij, meglio noto negli ambienti bolscevichi come Bogdanov (1873 – 1928).
Rivoluzionario marxista, filosofo, medico, romanziere, ideatore del Proletkul’t (Organizzazione Culturale Educativa Proletaria) e fondatore della Tectologia (Scienza generale dell'organizzazione), Bogdanov fu un uomo dotato di uno straordinario talento scientifico e letterario. Fu anche uno dei massimi teorici dell’organizzazione politica del Partito Bolscevico, insieme a Lenin, con cui ebbe però numerosi contrasti durante gli anni della sua lunga militanza politica.
Oggi Bogdanov è considerato il più importante scrittore russo di fantascienza prima della rivoluzione del 1917, ed è ancora ricordato e letto soprattutto per due romanzi: “Stella rossa” (1908), appunto, che ebbe grande successo, e il suo seguito, intitolato “L'ingegner Menni”.

Stella Rossa appartiene alla migliore tradizione della fantascienza utopica. Il romanzo racconta il viaggio su Marte di Leonid, il protagonista ed alter ego dell’autore, che, grazie alla sua esperienza come visitatore terrestre, fa conoscere ai lettori la storia della rivoluzione socialista realizzata su Marte, il “pianeta rosso” per eccellenza. Proprio su quel pianeta, infatti, ha avuto luogo una vera e propria rivoluzione del Lavoro, condotta dalla classe lavoratrice marziana, grazie allo sforzo collettivo di milioni di marziani guidati dalla saggia leadership di Menni (l’Ingegnere che aveva reclutato Leonid durante una missione in incognito sul pianeta Terra, dove si era recato proprio per trovare un terrestre adatto ad assumere il ruolo di “uomo ponte” fra i due mondi).
Dopo il viaggio a bordo dell’eteronave e l’atterraggio su Marte, Leonid avrà l’opportunità di conoscere il sistema socialista marziano, di cui entrerà a far parte come membro attivo, ma sempre sotto la supervisione dell’Ingergner Menni: il genio, l’innovatore, l’individuo capace di condurre il suo popolo verso il futuro.

Il socialismo marziano descritto da Bogdanov in Stella Rossa presenta però delle “peculiarità”, che lo differenziano dal comunismo nato la mattina del 7 novembre 1917 (25 ottobre secondo il calendario russo) all’indomani dell’insurrezione bolscevica; un evento “reale” ed indimenticabile, studiato ancora sui libri di Storia.
Il socialismo marziano immaginato dall’autore, a differenza di quello reale, nasce da una vera e propria rivoluzione del lavoro, avvenuta all’epoca della costruzione dei Grandi Canali: in questo periodo della storia marziana, per rendere fertili i terreni su Marte, pianeta in cui l’acqua scarseggiava, fu avviato un grande piano di sviluppo delle opere pubbliche, coordinato dallo Stato. Lo scopo principale del piano era l’emancipazione dei piccoli proprietari terrieri, costretti a chiedere dei prestiti esorbitanti ai grandi capitalisti marziani, per poter coltivare la propria terra e renderla produttiva. Con il passare degli anni la classe dei grandi capitalisti, contrapposta a quella dei proletari, fu sconfitta, ma senza ricorrere ad azioni violente; si compì così la nazionalizzazione della terra. La costruzione dei Grandi Canali si rivelò infatti un potente driver, perché favorì lo sviluppo economico e sociale della società marziana, e gettò le basi che permisero al suo popolo di unirsi, realizzando l’ideale socialista.

Il socialismo marziano è a tutti gli effetti un sistema sociale altamente funzionale e razionalmente organizzato, grazie soprattutto ad un sofisticato ufficio di Statistica applicata, che governa ogni aspetto della produzione in modo impeccabile. Ma la società marziana non è priva di difetti, in quanto come ogni struttura sociale presenta dei conflitti e delle imperfezioni, e per questo può essere migliorata. È inoltre un sistema sociale in cui l’uomo lotta costantemente con la natura, per assoggettarla alle sue esigenze e ai suoi progetti di sviluppo verso il comunismo, ritenuto da Bogdanov il sistema di vita organizzato più evoluto.

Invece la Storia che ha avuto luogo fuori dalle pagine dei romanzi di fantascienza, come Stella Rossa, ci ha insegnato quanto il comunismo sia stato un sistema socio-economico troppo complesso e arduo da realizzare nella sua interezza, nonostante le sue fondamenta scientifiche (il marxismo ed il materialismo storico) fossero molto solide. Direi quindi che il comunismo è stato un sistema troppo “utopico” per essere vero, un Sol dell’avvenire che non è mai sorto in tutta la sua radiosa luminosità.

Stella Rossa
di Aleksandr Bogdanov
ed. Agenzia Alcatraz, 2019
224 pagine, euro 18



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