Sant'Anna di Stazzema, il dolore nell'arte

Angelo Montanini, maestro italiano dell'iconografia tolkieniana, ci parla di una sua importante, originale collaborazione…
[pubblicato su RiLL.it nel luglio 2005]

Il 12 agosto 1944, a Sant’Anna di Stazzema, paesino di montagna poco distante da Lucca, la XVI Divisione delle SS naziste (guidate sin là da camicie nere italiane) compì uno dei più spietati eccidi che l’Italia della Seconda Guerra Mondiale ricordi: 391 morti, fra vecchi, donne e bambini (gli uomini adulti, sfollati della Versilia o abitanti della zona, tutti non partigiani, si erano rifugiati nei boschi circostanti all’arrivo dei tedeschi, per evitare di essere rastrellati).

Da alcuni anni, il Forum Giovani della Versilia realizza a S. Anna iniziative di commemorazione, in un percorso formativo sui temi della pace, della memoria, della solidarietà internazionale e dei diritti umani. Nel 2004, il Forum ha chiesto ad Angelo Montanini, artista ben noto nel mondo dell’illustrazione per la sua attività connessa all’opera di Tolkien, di realizzare una cartolina commemorativa, in occasione delle celebrazioni per la Liberazione.

Abbiamo chiesto ad Angelo di raccontarci questa esperienza, per lui tanto importante e sentita quanto lontana dai suoi abituali lavori…

 

Quando il caro amico Emanuele Vietina, responsabile di Lucca Games, mi ha telefonato per informarmi che gli organizzatori delle Commemorazioni per la strage di S. Anna di Stazzema volevano contattarmi per la realizzazione di un'opera pittorica inerente la strage, ho provato una forte emozione perché, conoscendo le finalità della manifestazione, sentivo il "peso" e la responsabilità di un compito così importante.

Naturalmente, accettato l’incarico, la fase successiva è stata quella relativa alla documentazione, per ottenere così il più possibile informazioni ed immagini che permettessero di calarmi completamente nel clima tremendo di quei giorni.

Leggendo vecchi documenti, resoconti di sopravissuti o foto dell'epoca sentivo che dentro me cresceva sempre più lo sgomento, e in contemporanea la mia mente ripeteva "PERCHE'?".
Ritengo che tutte le guerre e tanto più le stragi (tanto attuali) abbiano in comune questo urlo di dolore ("Perché?"), ma la sensazione di sgomento aumenta quando si leggono o ricordano particolari raccapriccianti, per noi ancor più incomprensibili perché commessi da altri esseri umani.

Lavorando al progetto, tutto questo faceva passare in secondo piano tecniche, inquadrature o preziosismi pittorici, che usualmente ogni professionista utilizza a seconda del tema o argomento richiesto. Per questo motivo gli schizzi preparatori ed i bozzetti erano scarni, elementari, brutti dal punto di vista estetico, e comunque non rispondevano all'esigenza interiore di gridare "Perché?" attraverso la mia espressione pittorica.

Infine, la scelta di porre teste quasi calve in primo piano, senza espressione né urlanti, ed ombre solo accennate di soldati e vittime nella parte superione del disegno è "uscita" dalla mia mano/ mente come se fosse sempre stata lì, pronta per essere solo risvegliata al momento opportuno.
Attraverso quei visi volevo fissare lo sgomento, lo sdegno, la rassegnazione e la rabbia per tutti gli episodi simili a quello di S. Anna di Stazzema.

Quello che non potevo ancora immaginare però era che la sensazione provata realizzando quest'opera sarebbe stata enormemente amplificata durante la visita al luogo delle commemorazioni.

Mentre percorrevo i tornanti che dal mare della Versilia portano a S. Anna sentivo crescere in me sempre più il grido ("Perché? Perché?"). Immaginavo quella mattina estiva del 1944 e vedevo muoversi nella boscaglia nere figure che, imprecando con accenti germanici, e purtroppo anche toscani, salivano verso il piccolo borgo ancora addormentato.
Arrivato poi nella piazzetta del paese ho cominciato a "respirare" l'odore della morte che esprimeva quel luogo, in netta contrapposizione con la bellezza del paesaggio circostante che, ritengo, fosse simile anche in quella feroce mattinata.

Incontrando in seguito Ennio Mancini, uno dei pochi sopravvissuti e attuale responsabile del Museo di S. Anna, ho provato una fortissima emozione: i suoi racconti, mai retorici, hanno commosso ed impressionato me e tutte le scolaresche e i docenti presenti.
Seduto ad ascoltarlo, in quella che era stata la sua scuola, bruciata dai nazisti e poi ricostruita come Museo dalla gente del posto, percepivo l'enorme carica di umanità che traspariva dalla sue parole e quando, in conclusione, ha pronunciato la parola "PERCHE'?" ho compreso che mai sapremo rispondere a questa domanda con logica razionale o illuministica, e che i nomi sulle lapidi di questa ed altre stragi continueranno a "gridare", spesso inascoltati.

 

Nelle immagini, le opere commemorative della strage di Sant'Anna di Stazzema realizzate da Angelo Montanini.
La versione a colori è stata poi stampata e diffusa in
forma di cartolina.
Riproduzioni per gentile concessioni dell'autore.

L’originale è conservato nel Museo di S. Anna di Stazzema, insieme a tutte le altre opere commemorative realizzate negli anni passati da altri illustri artisti (come, ad esempio, Folon).
Per maggiori informazioni sull’eccidio di Sant’Anna di Stazzema, segnaliamo il sito sulle stragi naziste in Toscana fra il 1943 e il 1944, curato dalla Regione Toscana.

   
 
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