LE CASE CHE ABBIAMO PERSO e altri racconti...: la parola agli autori e alle autrici (stranieri/e)

Intervista agli autori e alle autrici del RiLL World Tour pubblicati nell’antologia LE CASE CHE ABBIAMO PERSO e altri racconti dal Trofeo RiLL e dintorni
di Alberto Panicucci
[pubblicato su RiLL.it nel gennaio 2024]

Come ormai tradizione (dal 2013), anche l'antologia Mondi Incantati del 2023 ospita la sezione RiLL World Tour, dedicata ai racconti fantastici vincitori di alcuni premi letterari banditi all’estero e con cui il Trofeo RiLL è gemellato.

Grazie al RiLL World Tour le antologie Mondi Incantati propongono annualmente le storie di autori e autrici di altri paesi e, specularmente, proprio grazie a queste collaborazioni con “colleghi” organizzatori di concorsi, RiLL riesce a far pubblicare all'estero il racconto vincitore del Trofeo RiLL.

Siamo ovviamente molto soddisfatti di questa iniziativa e delle opportunità che offre, sia rispetto al contenuto di ogni antologia Mondi Incantati sia per la pubblicazione oltre confine dei vincitori/ vincitrici del Trofeo RiLL.
Inoltre, l'apprezzamento dei lettori/lettrici per le storie del RiLL World Tour ci ha spinto - ormai dal 2021 - a realizzare un'intervista collettiva agli autori/ autrici stranieri/e le cui storie sono incluse nell’annuale Mondi Incantati; un’intervista che fa pendant con quella che tradizionalmente dedichiamo agli autori/ autrici premiati del Trofeo RiLL e di SFIDA, anche loro pubblicati nel volume.

Anche nel 2023 abbiamo realizzato entrambe queste interviste (quella agli autori/autrici italiani/e potete leggerla in un’altra pagina del sito).

Nel complesso, speriamo che le parole di tutti gli autori/autrici nelle due interviste riescano ad approfondire gli aspetti salienti di ciascun racconto, accrescendo la curiosità per il libro che li raccoglie.

Per LE CASE CHE ABBIAMO PERSO e altri racconti dal Trofeo RiLL e dintorni abbiamo tradotto e pubblicato i racconti di tre diversi concorsi e paesi (e di due continenti!): il premio Visiones (Spagna), il premio Ataegina (Portogallo), la NOVA Short Story Competition (Sud Africa).

Cominciamo parlando del racconto spagnolo, scelto dagli amici di PORTICO (Asociación Española de Fantasía, Ciencia Ficción y Terror), il più importante club iberico che si occupa di Fantastico.
L’associazione cura dal 1992 le antologie annuali Visiones, e seleziona le storie da inserire in ogni volume della serie con un premio, cui partecipano moltissimi autori/autrici spagnoli e latino-americani (nel 2023 i racconti ricevuti sono stati ben 289!).

Il tema scelto per il concorso 2023 era decisamente particolare: la “nostalgia”.
Altrettanto particolare è il modo in cui questo tema è trattato in La Pinza Storica, della giornalista catalana Talita Isla (per noi tradotto in italiano da Serena Valentini).
“La Pinza Storica” è un racconto ambientato dopo la fine del mondo, e ha per protagonisti un gruppo di amici che ha trovato un modo molto particolare (si potrebbe dire: ludico) di sopravvivere...

Talita, vorremmo chiederti di soffermarti proprio su questi due elementi del racconto: la tua scelta di collegare la “nostalgia” alla fine del mondo e insieme la presenza - assolutamente centrale nella storia - di un gioco di ruolo...

“Penso che ci sia un forte elemento di nostalgia in tutte le storie che raccontano la fine del mondo. I personaggi che vivono situazioni simili devono inevitabilmente lasciarsi alle spalle qualcosa, sia la propria vita e le proprie abitudini come individuo sia come specie.
“In questo contesto, i personaggi de La Pinza Storica scelgono di evadere da se stessi, verso una realtà che fornisce loro un surrogato irreale del loro (e del nostro) mondo. Ed è proprio qui che si inserisce il gioco: attraverso la simulazione fornita da quello che è un vero e proprio gioco di ruolo.
“Per me c'è qualcosa di nostalgico anche nei giochi, forse perché ci ricordano l'infanzia. Quando stavo scrivendo questa storia, un gioco di ruolo mi è sembrato il rifugio perfetto per dei personaggi che sanno che non vivranno al di fuori della Terra… si limiteranno a sopravvivere.
“In effetti, i giochi servono da rifugio anche a noi, quando abbiamo bisogno di una pausa dalla realtà, sia diventando qualcun altro (un assassino medievale, un vichingo, un allenatore di Pokemon...) sia passando del tempo con gli amici. Almeno, è così che mi sembravano quando ero bambina, e così li vedo anche adesso, quando ho la possibilità di giocare. Tuttavia, il finale del racconto contraddice in qualche modo questa visione, ma senza negarne la correttezza. Infatti, alla fine (attenzione: piccolo spoiler!) il gioco diventa l'unico mondo disponibile, non solo per i protagonisti, ma anche per ciò che resta dell'intera umanità.
“Morale della favola: un gioco di ruolo è sempre qualcosa più di una mera simulazione, perchè fa leva sul desiderio umano di sperimentare altre realtà, avendo comunque sempre la facoltà di scegliere il proprio percorso, in base ai propri valori e sentimenti.”

Siamo sicuri che La Pinza Storica colpirà, pagina dopo pagina, i lettori/ lettrici di LE CASE CHE ABBIAMO PERSO e altri racconti dal Trofeo RiLL e dintorni, esattamente come successo a noi RiLLini quando l'abbiamo letto (e/o tradotto) dopo averlo ricevuto dagli amici di PORTICO.

Anche il racconto sudafricano sul Mondi Incantati del 2023 parla della fine del mondo, o perlomeno dell'attuale condizione non ottimale del nostro mondo, essendo una storia di ambientazione contemporanea...

Prima, però, facciamo un piccolo passo indietro: il premio NOVA è curato dal 1971 dall’associazione SFFSA – Science Fiction and Fantasy South Africa (sulla cui attività più che cinquantennale potete leggere su questo sito un’intervista di approfondimento).
Il racconto vincitore dell'edizione 2022 del concorso è Substrato, di Philip Machanick, autore nato a Città del Capo e recentemente andato in pensione, dopo avere insegnato Informatica in parecchie università del Sud Africa, in Australia e Stati Uniti.

Substrato (tradotto per RiLL da Gianfranca Gastaldi, con la collaborazione di Emiliano Marchetti per la parte tecnico-scientifica) è una storia che parla di intelligenze artificiali (IA), che inaspettatamente "acquisiscono consapevolezza" e iniziano a interagire, più o meno segretamente, con l'umanità.
In un certo senso, il racconto si inserisce nell’ampia discussione in corso sulle intelligenze artificiali e i rischi connessi al loro sviluppo. Però Substrato ha due elementi originali: in primis, la IA protagonista nasce senza alcun intervento umano, partendo dal substrato (cioè dai circuiti più profondi ed elementari, diciamo così) di qualcosa che tutti conosciamo, cioè i device elettronici della nostra quotidianità. In secondo luogo, questa IA opera per il bene del’Umanità, cercando di affrontare problemi reali come guerre, tensioni internazionali o la crisi climatica. Si tratta tutto sommato di un approccio ottimistico, che non è mai scontato in ambito fantascientifico...
Per questo, Philip, vorrei chiederti se sei partito proprio da questo punto per scrivere il tuo racconto.

“L’idea di Substrato mi è venuta in mente in modo del tutto indipendente dall'attuale discussione sulle IA, derivante da ChatGPT e strumenti simili. La mia ispirazione è stata il Polity Universe di Neal Asher, nel quale avanzatissime IA gestiscono direttamente gli affari umani.
“In queste storie le IA sono state create come ausili per il governo, ma hanno gradualmente preso il controllo dei processi decisionali, raggiungendo questo obiettivo prima che gli umani potessero fermarle. La maggior parte degli esseri umani accetta il governo delle IA, tranne una minoranza, che Asher dipinge come la peggior specie di terroristi narcisisti.
“Nel mio racconto il punto di partenza è diverso. Mi sono chiesto: cosa succederebbe se l'IA si evolvesse in modo fortuito? Quale sarebbe l'atteggiamento di una simile IA nei confronti dell'umanità?
“Credo che, se fosse esclusivamente guidata dalla logica, questa IA avrebbe un atteggiamento benigno, perché vivrebbe in un mondo che è fortemente influenzato dal comportamento umano. Allo stesso tempo, sarebbe allarmata dalla tendenza umana a distruggere il mondo, pensiamo ad esempio alle guerre, che potenzialmente possono dar luogo a un olocausto nucleare, o ai cambiamenti climatici incontrollati. In effetti, io stesso sono perplesso nel constatare come gli esseri umani non siano così preoccupati per queste cose…
“Ma questa IA come potrebbe intervenire? Se le sue intenzioni fossero note, potrebbe essere ostacolata da noi uomini. D'altronde, come potrebbe esistere ed agire in segreto?
“È qui che la mia formazione informatica mi ha aiutato. Ci sono computer in quasi tutti i dispositivi elettrici che utilizziamo, salvo quelli molto semplici, come il tostapane. In un telefono cellulare, anche in uno che non ha la capacità di eseguire applicazioni simili a quelle di un computer, c'è un processore a banda base che elabora i segnali radio. Se un'IA si sviluppasse da un circuito utilizzato per uno scopo ignoto all'uomo medio, come il collaudo dell'hardware, potrebbe influenzare la produzione di altri chip per crescere e inserirsi in tutti i device di comunicazione, in modo assolutamente invisibile per gli esseri umani, a meno di sapere dove guardare.
“Il resto del racconto deriva proprio da questa idea…..”

Substrato è sicuramente un racconto ingegnoso, in cui gli elementi più strettamente fantascientifici si intrecciano con la realtà contemporanea (basti dire che uno dei temi toccati nella storia è il rapporto, presente e futuro, fra Cina e Taiwan, che proprio in questi giorni ha avuto particolare spazio sui media internazionali, in occasione delle elezioni politiche a Taiwan!).
Per questo siamo molto felici di proporlo ai lettori e alle lettrici di LE CASE CHE ABBIAMO PERSO e altri racconti dal Trofeo RiLL e dintorni.

Infine, torniamo in Europa, per parlare del premio Ataegina, organizzato in Portogallo dal 2018 dalla casa editrice Imaginauta, dalla convention Fórum Fantástico, dal portale The Portuguese Portal of Science Fiction and Fantasy e dalla casa editrice Divergência.
(per chi fosse interessato, segnaliamo un articolo - in inglese - sulla storia del concorso, scritto da Carlos Silva, uno dei responsabili del premio)

Sul Mondi Incantati del 2023 abbiamo pubblicato il racconto vincitore dell’edizione 2022: I fiori che sbocciano nel deserto, del lisbonese Guilherme Pires Correia (tradotto da Emiliano Marchetti).
È una storia che parla di un'umanità totalmente “fusa” con le macchine, in un mondo in cui lavoro e produttività sono gli unici valori riconosciuti. Il robot protagonista (S-6), però, troverà qualcosa che sconvolgerà i suoi banchi di memoria...

Il tema della “contaminazione” tra uomo e macchine è abbastanza ricorrente nella fantascienza. Nel racconto questa idea è collegata a quella che il futuro sviluppo tecnologico sarà tale che gli uomini potranno smettere di lavorare, lasciando che siano le macchine a produrre tutto. Ma a questo punto, immagina l'autore, gli uomini non riusciranno più a dare un senso alle proprie vite, finendo per accettare di fondersi nelle macchine, per tornare così di nuovo a lavorare. Anche se questo, in sostanza, significa vivere da macchine, cioè vivere per lavorare. Questa è esattamente la condizione del robot protagonista (S-6), all’inizio della storia.

Guilherme, vorrei chiederti se il mondo che descrivi rappresenta una qualche tua paura per il futuro, e in secondo luogo come ti è venuta l’idea di “spezzare” questa situazione inserendo nella trama un elemento inatteso - e anche poetico - come quello dei fiori che nascono nel deserto (S-6 si imbatterà in essi e questo cambierà totalmente la sua vita...).

“Il lavoro, come lo intendo io e molti altri, è tutto il tempo che trascorriamo a fare qualcosa non per nostra libera scelta, ma come necessità, per raggiungere un certo obiettivo. La società ha bisogno che alcune attività siano svolte in modo continuo, e questo lo chiamiamo lavoro. Le persone mettono a disposizione il loro tempo in cambio di denaro, da spendere poi in beni di prima necessità e in alcuni lussi.
“Oggi però mi sembra che abbiamo dimenticato che il lavoro è nato, ed è principalmente, un male necessario; abbiamo invece trasformato la transazione tempo-denaro in una sorta di virtù, chiamando addirittura stacanovisti o workaholics coloro che scambiano volentieri una maggiore quantità di tempo della loro vita, e consideriamo questo termine una sorta di strano complimento. In qualche modo, penso che abbiamo dimenticato la nostra umanità e abbiamo accettato la nostra funzione di meri strumenti della società, al punto che, quando qualcuno ventila l'idea dell'automazione come mezzo per raggiungere una società che superi il concetto di lavoro, ci sono individui che si chiedono: Ma cosa faremmo con tanto tempo libero?
“Il fiore che cresce nel deserto e che è tanto importante nel mio racconto rappresenta un risveglio, qualcosa che penso debba accadere, perché con l'avvento dell'automazione e delle intelligenze artificiali c’è una scelta da fare: accoglieremo l'innovazione come un mezzo per accrescere la nostra libertà o con la paura di essere sostituiti da strumenti senza cervello?”

Con questa domanda di Guilherme Pires Correia sul futuro si chiude l’intervista collettiva ai tre autori/autrici del RiLL World Tour 2023, i cui racconti sono inclusi nell’antologia LE CASE CHE ABBIAMO PERSO e altri racconti dal Trofeo RiLL e dintorni (collana Mondi Incantati, ed. Acheron Books, 2023).
Speriamo che questa intervista vi abbia incuriosito, e fatto venir voglia di leggere il libro. Se poi voleste sapere di più anche sulle storie premiate nei concorsi RiLLici (29esimo Trofeo RiLL e SFIDA 2023) che il volume ospita, vi rimandiamo all'altra intervista collettiva legata all'antologia.
Dopodiché, come sempre… la parola ai lettori/ lettrici!

È possibile acquistare LE CASE CHE ABBIAMO PERSO e altri racconti dal Trofeo RiLL e dintorni direttamente da RiLL, al prezzo speciale di 10 euro (spese postali incluse), oltre che su Amazon, Delos StoreLucca Fan Store (al prezzo di 10 euro, più spese postali).


Nota:
Le foto degli autori/ autrici intervistati sono state gentilmente fornite da loro.


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